Sono ancora una bambina. Sono ancora una piccola ed illusa bambina. Non sono nemmeno una bambina prodigio, di quelle che cantano come Aretha Franklin o intelligenti come Einstein. Sono una bambina. Come quelle con l’apparecchio, i capelli biondo cenere e gli occhiali tondi (negli anni ‘90 non erano tanto di moda e John Lennon lo snobbavano tutti). Innamorata perdutamente del mio cantante o attore preferito. Illusa che crescendo uno di loro si possa innamorare di me. Perché infondo va così, da bambino puoi sognare e crederci veramente. Puoi sognare di essere un veterinario, una cantante famosa o una maestra delle scuole elementari con la mela rossa sulla cattedra. Ma poi cresci e sai che non sarà così, a volte ci riesci ma non sei mai completo e poi crescendo anche gli standard tendono ad alzarsi. Ci si aspetta sempre tanto da noi stessi ma solo pochi riescono a ripagarsi e tra quei pochi, io non ci sono. Io sono ancora la bambina dei problemi delle tre caramelle, che se la mia amica se ne mangia una a me ne rimangono due. Semplice, così come vorrei fosse la mia vita. Da piccoli, poi si è molto viziati. Si vuole tutto e subito ed io sono qui, ferma, con le braccia spalancate ad aspettare che la felicità si lanci contro di me. Dov’è il problema? Il mio essere ferma. Credo ancora alle favole, ai principi, alle serenate sotto il balcone, ai gesti importanti compiuti da altri solo ed esclusivamente per me. Rimango appoggiata al davanzale con gli occhi chiusi e la mano sotto il mento a sognare di fare, facendo in realtà niente. Devo cambiare approccio, crescere e darmi il meglio. Prendere la vita e lavorarla, come si fa con l’impasto della pizza, condirlo come meglio credo e giocare con i gusti e non aspettarmi che alla fine sia buona, ma che sia almeno stata fonte di sorrisi e battaglie di farina con le persone che mi hanno aiutata a crearla. Devo riuscirmi a dare il tempo e a darmi il tempo giusto, riuscire a capire dov’è il mio limite, fin dove veramente posso spingermi, provare a superarlo ma senza mai buttarmi nel vuoto a caduta libera, senza nessun’ancora di salvezza.
Man mano ci stiamo sgretolando, perdendo, dissolvendo nell’aria come particelle in(di)visibili. Oggi regalerai sorrisi e quant’altro, oggi sei in festa ed io qui al funerale del mio cuore, con la solitudine seduta accanto a me e solo queste poche parole tra le mani.
D’estate il Salento odora di erba bruciata. Il sole piano piano si sta spegnendo, un po’ come l’idea di averti qui con me, il desiderio. Entra dalla finestra un leggero vento fresco, che pullula nell’aria facendomi vibrare tutta. A volte, mentre scrivo, mi fermo e cerco di mettere a fuoco i miei pensieri per riempire al meglio questo quadratino bianco. Non ci riesco mai, ma il vuoto che ho dentro mi fa salire un grande senso di inquietudine. Ho iniziato a scrivere non sapendo di cosa parlare, ma a volte i bisogni sono così.. ti prendono senza un reale motivo. Ho un dolore fitto alle tempie e un prurito alla gola fastidiosissimo. Gli occhi sono umidi e spenti. Ho mangiato di nuovo tutte le unghie, è anche un tuo vizio ma quelle mani sono perfette, sono il mio sogno più ricorrente. Domani spegni le candeline, è sabato, c’è lei, come faccio io a darti gli auguri? Forse non noterai nemmeno la mia mancanza, forse sono solo un’ombra, un fantoccio per il tuo divertimento. “Nessuno è indispensabile” l’avevi detto anche tu in uno dei tuoi discorsi, ricordo che mi fermai di colpo e cambiai tono della voce. Forse, nessuno è importante quando quel Nessuno sono Io. Auguri per domani, passa una bella giornata, un bel fine settimana, una bella vita. Ciao.
Amarsi solo durante la settimana, l’orario del lavoro, poi nulla più. Il fine settimana sei suo, e anche dalle 20.30 fino alle 9.30 del mattino dopo. Sei suo. Devo farmene una ragione. Racimolare sempre gli scarti di altre persone è controproducente, quando lo imparerò? E poi, perché ci sono sempre io con i miei amori assurdi, per persone assurde? Non mi vanno bene i normali ragazzi. No, sempre quelli impossibili. Quelli dove sai già che rimarrai a mani vuote, sai già che soffrirai eppure eccoti lì a sperare almeno in uno suo messaggio. E quando non arriva, inizi a tremare e a non sperarci più. Se sapesse che scrivo di lui probabilmente mi prenderebbe in giro, lui infondo non mi deve niente.. sono io che pretendo quello che non merito, che nemmeno mi ha promesso mai. Quindi perché mando tutto a fanculo per lui? Perché sono così stupida? La mattina mi sveglio ogni venti minuti, e in quei venti muniti sogno un suo messaggio, una sua foto (mi da il buongiorno così). Mi piace sapere quello che combina e mi piace il suo venirmi incontro quando faccio la distaccata, o mi incazzo per finta. Viene sempre a bussare alla porta. Oggi però è mercoledì, oggi lavora, oggi avrebbe potuto scrivermi. Nulla. Sono passata anche per lui.
Potrei donarti il cinguettio dei passerotti di prima mattina, i primi raggi di sole che riscaldano l’aria, l’odore del caffè quando ancora sei nel letto, le note più belle composte esclusivamente per te, i sorrisi dei bambini che giocano spensierati, l’intimità della notte, un bagno caldo dopo la giornata di lavoro, la dolcezza della torta alle mele, con il suo profumo capace di farsi respirare per tutta la casa. Tutto questo ed altro, ti darei, se il mio cuore non ti bastasse.
Non capisco perché sia tutto così difficile.
È difficile esprimere i propri sentimenti, dire alle persone che senza di loro non riusciamo a sorridere, ai genitori che i tempi sono cambiati e con i tempi anche la concezione dell’amore e del posto fisso. Assai difficile è credere alle promesse accompagnate dallo sguardo spento di un bugiardo, credere all’arrivo dell’estate con le goccioline di pioggia attaccate alla finestra di fronte a me, cercare di andare avanti a mente fresca. È difficile pensare ad un altro mondo, migliore, alla realizzazione dei propri sogni, è difficile non dare fuoco al cassetto con tutti i progetti dentro, riuscire a sorridere sempre di fronte alle avversità, non pensare al futuro, prendere il toro per le corna, non soffrire d’insonnia tanto i pensieri, svegliarsi di buon’umore, non essere delusi, non credere a tutto ciò che ci propinano le persone e i tg, andare avanti senza mai voltarsi indietro. È difficile ribellarsi a tutto ciò o forse, è solo paura.